Con ordinanza n. 8676 del 27 marzo 2023,
la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha affermato di essere consapevole del
fatto che le disposizioni limitative in materia di tatuaggi coinvolgono il tema
delle libertà costituzionali, in particolare della libertà di espressione, e che,
proprio per questo, il giudice deve evitare, nel momento interpretativo,
letture restrittive della normativa regolamentare che si risolvano in un esito
discriminatorio per le donne che intendono accedere in Polizia di Stato, tenuto
conto della diversa uniforme femminile che, in alcuni casi, non copre in modo
identico ai pantaloni.
Il Supremo Consesso ha tuttavia ricordato
che esula dal perimetro del sindacato per motivi inerenti alla giurisdizione la
denuncia di un diniego di giustizia da parte del giudice amministrativo di
ultima istanza, derivante dallo stravolgimento delle norme di riferimento.
L'insindacabilità, da parte della Corte di cassazione a Sezioni Unite, per eccesso di potere...
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