Con sentenza n. 44060 dell’11 luglio-3 dicembre 2024, le Sezioni Unite
penali della Corte di Cassazione hanno risolto la seguente questione di diritto:
se l'imputato, nei confronti del quale sia stata emessa ordinanza applicativa della
custodia cautelare in carcere divenuta inefficace per il proscioglimento
pronunciato all’esito del giudizio di primo grado, debba impugnare l'ordinanza
con la quale sia stata disposta, ai sensi dell'art. 300, comma 5, c.p.p., la
custodia in carcere con la richiesta di riesame ovvero con l'appello cautelare.
Secondo l'orientamento prevalente il mezzo da attivare, nella fattispecie, è quello dell'appeIlo cautelare (ex multis Cass. pen., sez. V, 5 luglio 2011, n. 32850). Il ragionamento sviluppato da tale orientamento parte dalla necessità di valutare la novità o meno della misura applicata ai sensi dell'art. 300, comma 5, c.p.p., al fine di decidere, poi, sul mezzo di impugnazione del titolo cautelare ammissibile. Per compiere...
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