Con sentenza n. 525 del 16 gennaio 2024, la sesta sezione del
Consiglio di Stato ha affermato chela pratica commerciale scorretta, a
prescindere dal mercato all’interno del quale si realizza, è rappresentata da
tutte quelle condotte che formano oggetto del divieto generale sancito dal
richiamato art. 20 del Codice in attuazione della direttiva del Parlamento
europeo e del Consiglio dell’11 maggio 2005, n. 2005/29/CE.
Essa si concretizza, come già affermato dal Consiglio di Stato, in presenza di comportamenti contrari alla diligenza professionale e idonei a «falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori» e può manifestarsi nella forma della pratica ingannevole (nei sensi di cui agli artt. 21 e 22 del Codice) o della pratica aggressiva (nei sensi di cui...
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