Con sentenza n. 3368 del 28 novembre 2024-28 gennaio 2025, la quinta
sezione penale della Corte di Cassazione, intervenendo sui requisiti della querela,
ha affermato che la volontà punitiva e l’identificazione della persona offesa
possono esser desunte da circostanze parimenti certe, rispetto a quelle formali
previste dal codice di rito.
È stato, in particolare, evidenziato che l'identificazione della persona che proponga istanza di punizione non debba essere necessariamente formale, onde il querelante può essere accertato nella sua identità anche in ragione di una precedente identificazione o in qualsiasi altro modo a tanto idoneo: sicché «una volta accertata la sicura provenienza dell'atto, la eventuale mancata identificazione del depositante non rileva» (Cass. pen., sez. un., 28 marzo 2013, n. 26268). Proprio in un caso analogo, in cui la querela risultava «contenuta in un atto già completo e così consegnato all'ufficiale di polizia giudiziaria» senza...
Hai già un abbonamento? Fai il login per visualizzare il testo integrale
CORSO VIDEO REGISTRATO
Gabriele Casartelli, Anna Lago