Con la sentenza n. 24824 del 14 febbraio 2023-8 giugno 2023, la quinta sezione penale della Corte di cassazione è ritornata sulla valenza probatoria degli sms, messaggi WhatsApp email prodotti in giudizio dalla persona offesa del reato di atti persecutori.
Per la consolidata giurisprudenza di legittimità, gli sms, i messaggi WhatsApp e di posta elettronica scaricati e/o conservati nella memoria dell'apparecchio cellulare, i messaggi pubblicati sul profilo Facebook hanno natura di documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e, pertanto, con riferimento ad essi, non trova applicazione né la disciplina delle intercettazioni, né quella relativa all'acquisizione di corrispondenza di cui all'art. 254 c.p.p..
Va infatti rimarcato che per i dati informatici non valgono i principi elaborati in materia di intercettazioni e di acquisizione di corrispondenza, dovendosi ritenere che i messaggi WhatsApp e gli sms conservati nella memoria di un telefono cellulare hanno natura di documenti ai sensi...
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LIBRO
Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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