La recente sentenza delle Sezioni Unite n. 38306 del 26 novembre 2025, affronta in modo sistematico la portata dell’art. 143 c.p.p. nel testo riformato e ribadisce con chiarezza che il diritto dell’imputato alloglotta a comprendere gli atti fondamentali del processo costituisce espressione diretta del diritto di difesa (art. 24 Cost.) e del giusto processo (art. 111 Cost., art. 6 CEDU).
In merito alla sentenza di primo grado, la Corte ha riconosciuto
che la mancata traduzione impedisce all’imputato la conoscenza non solo del
dispositivo, ma soprattutto della motivazione, condizione essenziale per
valutare se e come impugnare. Da ciò discende la configurazione della
violazione come nullità generale a regime intermedio, soggetta ai termini e
alle regole di deducibilità proprie degli artt. 178 lett. c) e 180 c.p.p.
Le Sezioni Unite si pronunciano anche sulla traduzione del decreto di citazione in appello, componendo un contrasto giurisprudenziale: la mancata...
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