La quinta Sezione penale della Cassazione, con la
sentenza 1 luglio 2026, n. 24283 (ud. 27 maggio 2026), esamina il tema della
configurabilità del delitto di atti persecutori, chiarendo che la reiterazione
richiesta dall'art. 612-bis c.p. non dipende dal numero elevato delle
condotte, ma dalla loro concreta capacità di incidere in modo grave e duraturo
sulla vita della persona offesa.
La vicenda trae origine dalla condanna di una
donna per i reati di atti persecutori e tentata sottrazione di minori. Secondo
quanto accertato dai giudici di merito, l'imputata, nell'arco di quasi due
anni, aveva più volte rintracciato i figli, affidati ad altra famiglia,
presentandosi anche presso il nuovo istituto scolastico frequentato dai minori.
In diverse occasioni li aveva afferrati, abbracciati contro la loro volontà,
strattonati e aveva ripetutamente manifestato l'intenzione di portarli via con sé.
Tali comportamenti avevano determinato nei minori e nella famiglia affidataria...
Hai già un abbonamento? Fai il login per visualizzare il testo integrale
LIBRO
Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
CORSO VIDEO REGISTRATO
Enrico Mario Ambrosetti, Filippo Berto