Con ordinanza interlocutoria del 5 novembre 2024, n. 1284, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha affermato che la questione della ammissibilità di un’azione di ingiustificato arricchimento nei casi di nullità dei contratti con la P.A., per difetto di forma scritta ad substantiam, merita quindi un ulteriore approfondimento ed un univoco chiarimento nomofilattico, anche perché essa non è scollegata dal tema della definizione della nozione di “giusta causa” dell’arricchimento, che le Sezioni Unite, con la sentenza n. 33954/2023, hanno premesso di non affrontare, in quanto esulante dal tema specificamente oggetto della decisione. Come anche sostenuto da autorevole dottrina, l’indagine sul perimetro della sussidiarietà dell’azione in discorso non può compiutamente affrontarsi senza prima interrogarsi sulla portata di tutti gli elementi integrativi dell’azione stessa, compresa ovviamente la nozione di “giusta causa” (è stato anche...
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