Con ordinanza n. 4595 del 21 febbraio 2025, la prima sezione
civile della Corte di Cassazione, intervenendo in tema di partecipazione del minore
al processo, ha affermato che l'ascolto diretto da parte del giudice e
l'ascolto tramite consulenza non sono infatti equivalenti, dal momento che
l'ascolto rappresenta la modalità con cui il minore partecipa al processo ove si
assumono decisioni che lo riguardano ed esprime direttamente al giudice le
proprie opinioni ed esigenze (Cass. civ. 25 gennaio 2021, n. 1474; Cass. civ. 24
maggio 2018, n. 12957).
Le ragioni per le quali il giudice esclude il minore, già capace di discernimento, dalla partecipazione al processo devono quindi essere chiaramente esposte e devono riferite ad una valutazione quanto più possibile oggettiva del miglior interesse del minore. Il miglior interesse del minore (best interests of the child o, nella versione francese, intérêt supérieur de l’enfant) di cui tratta l’art. 3 della Convenzione di New...
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