La prima sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), con sentenza del 31 agosto 2023, ha condannato, a maggioranza, l’Italia per una violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che garantisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare. Il caso ha riguardato il rifiuto delle autorità italiane di riconoscere il rapporto giuridico genitore-figlio stabilito da un certificato di nascita ucraino tra C, una bambina nata attraverso un accordo di maternità surrogata gestazionale all'estero, e il suo padre biologico e la madre designata.
La Corte di Strasburgo ha ricordato che il rispetto della vita privata esige che ognuno sia in grado di stabilire i dettagli della propria identità di essere umano, che include la propria filiazione. A questo proposito, la bambina si è trovata in una situazione di incertezza giuridica derivante dal fatto che, da un lato, i tribunali nazionali non hanno riconosciuto il rapporto di filiazione che,...
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