A segnare il
confine tra le fattispecie corruttive e l'induzione indebita non è la qualifica
del pubblico ufficiale, né la soggezione che essa può astrattamente ispirare,
ma il modo in cui il privato si colloca nella trattativa.
Lo conferma
la sesta Sezione penale della Corte di cassazione con la sentenza n. 32153 del
9 luglio 2026, depositata il 28 agosto 2026, che ha rigettato il ricorso di una
donna, figlia della titolare di una ditta individuale, condannata per
corruzione propria ai sensi dell'art. 319 c.p.
La vicenda
muove da un accesso ispettivo compiuto da due militari della Guardia di finanza
presso i locali di una ditta individuale intestata alla madre della ricorrente,
dove veniva riscontrata la presenza di manodopera irregolare di origine cinese.
Dopo il controllo il luogotenente veniva contattato, per il tramite di un'interprete di sua conoscenza, dalla figlia della titolare, che si presentava con un nome di fantasia; seguiva una cena presso un ristorante,...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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