Con sentenza n. 42561 del 3 ottobre-20 novembre 2024, la quinta sezione
penale della Corte di Cassazione ha affermato che la condotta diffamatoria si
sostanzia, nella sua oggettiva materialità, nella propalazione di notizie
lesive della reputazione di un individuo, intesa come l'insieme delle qualità
morali, intellettuali e fisiche da cui dipende il valore della persona nel
contesto sociale in cui vive.
Sotto il profilo metodologico, l'accertamento dell'offensività della condotta contestata (immediatamente valutabile anche dalla Suprema Corte, quale elemento costitutivo della materialità del reato: Cass. pen., sez. V, 19 settembre 2014, n. 48698; Cass. pen., sez. V, 10 ottobre 2019, n. 2473) impone un apprezzamento sistematico delle parole, scritte o pronunciate, rilevando, sotto tale profilo, esclusivamente il significato obiettivo che l'espressione contestata assume all'interno di un determinato ambiente e in uno specifico contesto storico. Una condotta oggettivamente...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
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