Con la sentenza 4 marzo 2026, n. 8573,
la Seconda sezione penale della Corte di cassazione affronta una vicenda di
presunto abuso del bonus facciate, ottenuto mediante il meccanismo dello sconto
in fattura con cessione del credito. L’indagato aveva attestato nel visto di
conformità che i lavori edilizi erano stati avviati entro il dicembre 2021,
circostanza decisiva per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale nella
misura del 90%, mentre in realtà i lavori non erano iniziati.
La Corte di cassazione conferma
la legittimità della misura cautelare interdittiva, ritenendo sussistenti i
gravi indizi del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni
pubbliche.
Di particolare interesse è l’individuazione
del soggetto passivo dell’inganno, che non sono i condomìni committenti bensì
l’amministrazione finanziaria, indotta a riconoscere un beneficio fiscale
mediante documentazione ideologicamente falsa.
Il fulcro della decisione è il passaggio...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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