Con sentenza n. 4913 dell’8 gennaio-6 febbraio 2025, la sesta
sezione penale della Corte di Cassazione ha nuovamente posto in rilievo il
rischio che si può correre nel confondere gli elementi costitutivi del reato di
maltrattamenti e gli elementi qualificati meri conflitti familiari, laddove non
si esamini e, dunque, non si valorizzino i dati informativi espressione di
quella "asimmetria di potere" che può connotare le relazioni
familiari o di convivenza (cfr. Cass. pen., sez. VI, 3 luglio 2023, n. 37978 e Cass.
pen., sez. VI, 12 marzo 2024, n. 26934).
La linea distintiva è netta.
Si consuma il delitto di cui all'art. 572 c.p. quando un soggetto impedisce ad un altro, in modo reiterato, persino di esprimere un proprio autonomo punto di vista se non con la sanzione della violenza - fisica, psicologica o economica -, della coartazione e dell'offesa e quando la paura per l'incolumità (o di rischio o di controllo) riguarda sempre e solo uno dei due, soprattutto...
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