Con sentenza n. 44826 del 15 ottobre-6 dicembre 2024, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta in merito ai presupposti della circostanza aggravante dell'utilizzo del metodo mafioso.
È assolutamente consolidato, nella giurisprudenza della Suprema Corte, il principio per cui la circostanza aggravante dell'utilizzo del metodo mafioso non presuppone necessariamente l'esistenza di un'associazione con le caratteristiche di cui all'art. 416-bis, c.p., essendo sufficiente il ricorso a modalità della condotta che evochino la forza intimidatrice "tipica" dell'agire mafioso essendo perciò l'aggravante configurabile tanto con riferimento ai reati-fine commessi nell'ambito di un'associazione criminale comune, che nel caso di reati posti in essere da soggetti estranei al reato associativo (cfr., Cass. pen., sez. VI, 13 giugno 2017, n. 41772).
La circostanza aggravante del metodo mafioso è, pertanto, configurabile anche a carico di soggetto che non faccia parte di...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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