Con sentenza n. 3808 del 10 ottobre 2024-29 gennaio 2025, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui il delitto di atti persecutori è configurabile anche quando le condotte tipiche che integrano «la "reiterazione" criminosa siano intervallate da un prolungato lasso temporale» (cfr. Cass. pen., sez. V, 22 aprile 2021, n. 30525) e tra esse la giurisprudenza ha incluso, oltre alla «reiterata ed assillante comunicazione di messaggi di contenuto persecutorio, ingiurioso o minatorio» (Cass. pen., sez. V, 16 febbraio 2021, n. 8919), «le condotte che, pur non essendo direttamente rivolte alla persona offesa, comportino subdole interferenze nella sua vita privata», le quali «rientrano nella nozione di molestie» contemplata dall'art. 612-bis c.p. (Cass. pen., sez. V, 12 maggio 2022, n. 25248): difatti, «la nozione di molestia, in tema di atti persecutori, quale elemento costitutivo del reato» deve «individuarsi in qualsiasi...
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