Con sentenza n. 1788 del 5 ottobre 2023 (dep. 15 gennaio 2024), la quinta sezione penale della Corte di Cassazione, è intervenuta in tema di diffamazione.
Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, ai fini dell'affermazione della responsabilità per il delitto di diffamazione, l'accertamento tecnico in ordine alla titolarità dell'indirizzo IP da cui risultano spediti i messaggi offensivi non è necessario, a condizione che il profilo "facebook" sia attribuibile all'imputato sulla base di elementi logici, desumibili dalla convergenza di plurimi e precisi dati indiziari quali il movente, l'argomento del "forum" sul quale i messaggi sono pubblicati, li rapporto tra le parti, la provenienza del "post" dalla bacheca virtuale dell'imputato con utilizzo del suo "nickname" (Cass. pen., sez. V, 14 luglio 2023, n. 38755).
Nel caso di specie, la Corte territoriale ha adeguatamente chiarito le ragioni per cui ha ritenuto che le espressioni ritenute diffamatorie provenissero dal profilo...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
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