Con sentenza n. 9214 del 25 febbraio-6 marzo 2025, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione, intervenendo in tema di concorso anomalo ex art. 116 c.p., ha ribadito che l'affermazione di responsabilità per il reato diverso commesso dal concorrente richiede la verifica della sussistenza di un nesso, non solo causale ma anche psicologico, tra la condotta del soggetto che ha voluto soltanto il reato meno grave e l'evento diverso, che si identifica con il coefficiente della colpa in concreto, da accertarsi, secondo gli ordinari criteri della prevedibilità del diverso reato, sulla base della personalità dell'esecutore materiale e del contesto fattuale nel quale l'azione si è svolta (Cass. pen., sez. V, 18 novembre 2020, n. 306).
La Suprema Corte ha richiamato anche il canone ermeneutico, costantemente affermato dalla giurisprudenza di legittimità, per cui «in tema di concorso di persone nel reato, la configurabilità del concorso cosiddetto "anomalo" di cui...
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