Con sentenza n. 6252 del 18 gennaio 2024
(dep. 12 febbraio 2024), la sesta sezione penale della Corte di cassazione è
intervenuta in tema di reati connessi alle sostanze stupefacenti.
Il reato di coltivazione di piante
dalle quali è possibile trarre sostanze stupefacenti è stato oggetto di
contrasto nella giurisprudenza della Suprema Corte, tant’è che le Sezioni unite
sono state chiamate più volte a pronunciarsi su tale fattispecie.
All’esito di un articolato percorso
interpretativo, il più recente ed autorevole approdo della giurisprudenza è nel
senso di ritenere che il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile
indipendentemente dalla quantità di principio attivo estraibile
nell’immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo
botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a
giungere a maturazione e a produrre sostanza ad effetto stupefacente.
Tuttavia, non integra il reato di coltivazione di...
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