Con sentenza n. 47306 del 15 ottobre-23 dicembre 2024, la terza
sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che non è configurabile
il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri con riferimento a «cascami
di tabacco» che non siano «preparati per la vendita al minuto».
Invero, l'art. 39-bis, D.L.vo 26 ottobre 1995, n. 504, al comma 1 precisa che «[i] tabacchi lavorati sono sottoposti ad accisa» e che «[p]er tabacchi lavorati si intendono: a) i sigari e sigaretti; b) le sigarette; c) il tabacco da fumo: 1) il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette; 2) gli altri tabacchi da fumo; d) il tabacco da fiuto; e) il tabacco da masticare; e-bis) i tabacchi da inalazione senza combustione». Il medesimo art. 39-bis, al comma 2, fornisce la definizione dei tabacchi lavorati indicati al comma 1. In particolare, alla lett. a) espone l'ambito di applicazione della categoria dei sigari e sigaretti, alla lett. b) indica l'estensione...
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