Con sentenza n.
34517 del 5 luglio-4 agosto 2023, la sesta sezione penale della Corte di
Cassazione è tornata sul contrasto in sede di legittimità e in dottrina in
ordine alla applicabilità della fattispecie induttiva ex art. 48 c.p. al reato
di peculato.
La medesima Sezioni ha già osservato in precedenza (Cass. pen., sez. VI, 1° febbraio 2018, n. 10762) che in linea generale, secondo la giurisprudenza di legittimità, l'elemento distintivo tra il delitto di peculato e quello di truffa aggravata, ai sensi dell'art. 61, n. 9, c.p., va individuato con riferimento alle modalità del possesso del denaro o di altra cosa mobile altrui oggetto di appropriazione, ricorrendo la prima figura quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio se ne appropri avendone già il possesso o comunque la disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, e ravvisandosi invece la seconda ipotesi quando il soggetto attivo, non avendo tale possesso, se lo procuri...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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