Con sentenza n. 42819 del 1° ottobre-22 novembre 2024, la terza sezione
penale della Corte di Cassazione ha affermato che, secondo il costante
insegnamento della giurisprudenza, per la configurabilità del reato di
emissione di fatture per operazioni inesistenti non è necessario, sotto il
profilo soggettivo, che il fine di favorire l'evasione fiscale di terzi
attraverso l'utilizzo delle fatture emesse sia esclusivo, essendo integrato
pure quando la condotta sia commessa per conseguire anche un concorrente
profitto personale (vds., tra le tantissime, Cass. pen., sez. III, 24 maggio
2019, n. 39316 e Cass. pen., sez. III, 17 settembre 2015, n. 44449).
Va poi rilevato che il dolo specifico di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto o di consentire l'evasione fiscale di terzi non si identifica nell'interesse o movente, quale causa diretta che abbia eventualmente spinto l'agente a commettere il reato, ma si riferisce allo scopo della condotta (cfr. Cass. pen.,...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
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