Con sentenza n. 28955 dell’11 novembre 2024, la prima sezione
civile della Corte di Cassazione ha affermato che il contratto di conto
corrente bancario è caratterizzato in modo essenziale dal particolare effetto
giuridico per il quale, a differenza del conto corrente ordinario di cui agli
artt. 1823 e ss. c.c., le rispettive posizioni di debito e credito tra le parti
si elidono gradualmente, progressivamente ed automaticamente (attraverso un
meccanismo omologo a quello della “compensazione”…) man man che si
contrappongono, di modo che in ogni momento si ha la risultanza del conto,
attiva o passiva che sia.
Il correntista può disporre, a vista, delle somme risultanti a suo credito sulla base del saldo disponibile, cioè di quello corrispondente al conguaglio dei contrapposti ammontari delle singole operazioni attive e passive; l’effetto della elisione (o, se si vuole, compensazione) della rispettive posizioni debitorie è, pertanto, connesso alla coesistenza...
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