Con sentenza n. 17755 del 21 giugno 2023, la seconda sezione
civile della Corte di Cassazione ha ricordato che, quando il coerede,
nell'esercizio della facoltà di scelta attribuitagli dalla legge, preferisce il
conferimento per imputazione, ed in tutti quegli altri casi in cui, per
espressa disposizione di legge, la collazione non può avvenire se non mediante
imputazione, la donazione resta ferma, nonostante la sopravvenuta apertura
della successione e l'accettazione dell'eredità da parte del coerede tenuto
alla collazione. Nella collazione per imputazione il bene rimane sempre di
proprietà del coerede donatario, il quale lo trattiene in virtù della donazione
ricevuta, e deve soltanto versare nella massa l’equivalente pecuniario del
bene, il che di norma avviene soltanto idealmente, con «l’imputarne il valore»
alla porzione del donatario (Cass. civ. n. 28196/2020).
La Suprema Corte ha chiarito che «nei casi in cui la legge attribuisce al coerede donatario la...
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