Con ordinanza n. 7942 del 25 marzo 2025, la terza sezione civile della
Corte di Cassazione ha affrontato la questione della incidenza del pactum ad
tempus o in perpetuum sul decorso del termine di prescrizione.
Diverse sono le ricostruzioni emerse in dottrina che, da una parte,
escludono l’incidenza del pactum de non petendo sulla struttura del diritto di
credito e ad esso assegnano la mera funzione costitutiva di dotare il debitore
del potere di paralizzare la pretesa del creditore (“teoria dell’effetto
sostanziale debole”) e, dall’altra parte, attribuiscono al pactum de non petendo
la funzione di rendere inesigibile il credito, riducendo l’obbligazione a un
titulus adquirendi (“teoria dell’obbligazione ridotta”).
Nella prospettiva dell’effetto sostanziale debole, la stipulazione di un pactum ad tempus o in perpetuum non incide sul decorso del termine di prescrizione, perché esso non altera la struttura del rapporto obbligatorio, lasciandolo del...
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