Con sentenza n. 5550 del 3 marzo 2025, la prima sezione civile
della Corte di Cassazione ha affermato che la trascrivibilità del preliminare,
non prevista dal testo originario del codice civile, in ragione della natura
meramente obbligatoria di tale contratto, è stata introdotta dal D.L. 31
dicembre 1996, n. 669, art. 3 (convertito con modificazioni dalla L. 28
febbraio 1997, n. 30), che ha modificato il titolo I del libro VI del codice,
inserendo, nel capo 1, l'art. 2645-bis c.c..
Questo ammette la possibilità di procedere alla trascrizione dei contratti preliminari, ancorché sottoposti a condizione o relativi ad edifici da costruire o in corso di costruzione, purché essi: 1) abbiano ad oggetto la conclusione di taluno dei contratti di cui all'art. 2643 c.c., nn. 1, 2, 3 e 4; 2) risultino da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. La ratio di tale disciplina, come si legge in Cass. civ., sez. un. 21045/2009,...
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