Con sentenza n. 35425 del 27 giugno 2023 (dep. 23 agosto 2023), la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che il tentativo di rapina impropria è configurabile nel caso in cui l'agente, dopo aver compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco alla sottrazione della cosa altrui, adoperi violenza o minaccia per procurare a sé o ad altri l'impunità.
Combinando la norma incriminatrice dell'art. 628, comma 2 c.p. con l'art. 56 c.p., se ne trae che se si tenta un furto senza realizzare la sottrazione della cosa e si commette immediatamente dopo un'azione violenta contro una persona, che ha per fine di assicurare l'impunità per il tentativo di furto, l'azione violenta resta strumentale a quella già realizzata e, pertanto, assorbita
La stessa giurisprudenza ha altresì precisato che l'art. 628 c.p., comma 2, fa riferimento alla sola sottrazione e non anche all'impossessamento, ciò che conduce a ritenere che il delitto di rapina impropria si possa perfezionare...
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