Con ordinanza n. 4836 del 25 febbraio 2025, la prima sezione
civile della corte di Cassazione è intervenuta in tema di responsabilità civile
dei magistrati.
La giurisprudenza di legittimità, chiamata più volte ad interpretare la portata delle norme in materia, ha affermato che la grave violazione di legge, fonte di responsabilità ai sensi dell’art. 2, comma 3, lett. a), L. n. 117 del 1988, nel testo anteriore alle modifiche apportate dalla L. n. 18 del 2015, va individuata nelle ipotesi in cui la decisione appaia non essere frutto di un consapevole processo interpretativo, ma contenga affermazioni ad esso non riconducibili perché sconfinanti nel provvedimento abnorme o nel diritto libero, e pertanto caratterizzate da una negligenza inesplicabile, prima ancora che inescusabile, restando pertanto sottratta alla operatività della clausola di salvaguardia di cui all’art. 2, comma 2, della legge citata, ipotesi che può verificarsi in vari momenti...
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