Con sentenza n. 1243 del 10 gennaio 2024, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che il delitto di tortura è stato configurato dal legislatore come reato eventualmente abituale, potendo essere integrato da più condotte violente, gravemente minatorie o crudeli, reiterate nel tempo, oppure da un unico atto lesivo dell'incolumità o della libertà individuale e morale della vittima, che però comporti un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona (nel caso di specie, dopo la violenta aggressione, il detenuto è stato lasciato in cella, ammanettato e in mutande per dare conto della gravissima lesione della dignità che è stata consumata nei suoi confronti da parte di chi, proprio perché rappresenta lo Stato, è più di ogni altro chiamato a rispettare la personalità di coloro che sono posti in condizioni di restrizione della libertà personale e affidati alla custodia e al controllo delle Istituzioni). Ma deve aggiungersi...
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