Con sentenza n. 43877 del 9 ottobre-2 dicembre 2024, la terza sezione penale
della Corte di Cassazione è intervenuta in tema di violenza sessuale, con
particolare riferimento agli atti incidenti sulla sfera della libertà sessuale
commessi dal sanitario.
In via generale, ai fini dell’integrazione dell’elemento soggettivo del
reato, non è necessario che la condotta sia specificamente finalizzata al
soddisfacimento del piacere sessuale dell’agente, essendo sufficiente che
questi sia consapevole della natura oggettivamente sessuale dell’atto posto in
essere volontariamente, ossia della sua idoneità a soddisfare il piacere
sessuale o a suscitarne Io stimolo, a prescindere dallo scopo perseguito.
In tema di violenza sessuale, il medico, nell’esercizio di attività diagnostica o terapeutica, può lecitamente compiere atti incidenti sulla sfera della libertà sessuale di un paziente solo se abbia acquisito il suo consenso, esplicito e informato, o se sussistono i...
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