Con sentenza n. 25177 del 16 maggio 2023 (dep. 9 giugno 2023), la sesta sezione penale della Corte di cassazione si è occupata del reato di rivelazione di segreti d’ufficio.
In linea di diritto, si osserva che la norma incriminatrice dell'art. 326 c.p. contempla, nel primo comma, la rivelazione della notizia di ufficio destinata a rimanere segreta e, nel terzo comma, l'avvalersi della notizia stessa.
Il coordinamento delle due disposizioni porta a concludere, per motivi letterali, sistematici e teleologici (superfluità altrimenti della previsione del terzo comma), che la condotta del pubblico ufficiale che riveli un segreto di ufficio è esaustivamente prevista nel primo comma, applicabile anche se tale rivelazione è fatta per fini di utilità patrimoniale o in adempimento addirittura di una promessa corruttiva, concorrendo in questo caso la corruzione con il delitto di cui alla disposizione in esame. Trattasi di reato proprio e di pericolo concreto che si risolve in una...
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