Con sentenza n. 5841 del 5 marzo 2025, le Sezioni Unite della
Corte di Cassazione hanno affrontato la questione se il c.d. mutuo solutorio ─
vale a dire, secondo un minimale approccio definitorio che può dirsi comunemente
accettato, il mutuo seguito dalla contestuale o comunque immediata destinazione
delle somme a ripianare debiti pregressi ─ possa oppure no effettivamente
considerarsi un vero e proprio contratto di mutuo o se vada piuttosto
diversamente qualificato e, nel primo caso, se possa anche considerarsi valido.
Ai sensi dell’art. 1813 c.c. «il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità». Secondo l’opinione prevalente in dottrina e pacifica in giurisprudenza il mutuo è un contratto reale, che si perfeziona, cioè, con la consegna (traditio) della cosa data a mutuo (res), la quale però, per...
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