Con
sentenza n. 33305 dell’8 maggio-30 agosto 2024, la prima sezione penale della Corte
di Cassazione ha affermato che sono da qualificare armi tutti gli strumenti
atti ad offendere e che, sono, naturalmente, destinati a recare un'offesa o un
danno ad altro soggetto.
All'interno
della categoria si distingue tra le armi bianche e quelle da fuoco. Le prime
comprendono tutti gli strumenti atti ad offendere che possono provocare ferite
per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (manganelli) o
lame di metallo (come sciabole, spade, katane). Nella categoria rientrano,
altresì, quelle che permettono di scagliare altri oggetti (archi, balestre,
cerbottane, o c.d. armi da lancio). In generale, le armi bianche, sfruttano
solo la forza di chi le impugna e la potenzialità lesiva dell'oggetto.
Le armi da fuoco sono strumenti atti ad offendere che sfruttano il particolare meccanismo costruttivo, basato sull'esplosione o sulla deflagrazione. Esse integrano...
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Luigi Alibrandi, Francesco Bartolini, Piermaria Corso
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