Con sentenza n. 44544 del 3-5 dicembre 2024, la sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che, in una recente sentenza, la Corte costituzionale, nel giudicare infondate le questioni di legittimità costituzionale della disposizione dettata dall'art. 282-ter c.p.p. – che, in materia di misure cautelari applicabili nei procedimenti penali aventi ad oggetto reati contro vittime vulnerabili, prevedono rigidi e non derogabili criteri applicativi – ha chiarito che le scelte del legislatore rispondono ad un ragionevole bilanciamento tra valori in tensione (da un lato, la libertà di movimento della persona indagata, dall'altro, l'incolumità fisica e psicologica della persona minacciata) che, oltre a risultare coerenti con le prescrizioni contenute nella direttiva (UE) 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, «asseconda il criterio di priorità enunciato dall'art. 52 della Convenzione del Consiglio d'Europa...
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