Con sentenza n. 1531 del 7 novembre 2024-14 gennaio 2025, la terza sezione penale della Corte di Cassazione è tornata a occuparsi del delitto di maltrattamenti in famiglia.
Integra l'elemento oggettivo del delitto di cui all’art. 572 c.p. il compimento di più atti, delittuosi o meno, di natura vessatoria che determinano sofferenze fisiche o morali, realizzati in momenti successivi senza che sia necessario che essi vengano posti in essere per un tempo prolungato, essendo, invece, sufficiente la loro ripetizione, anche se in un limitato contesto temporale, e non rilevando, data la natura abituale del reato, che durante le stesso siano riscontrabili nella condotta dell'agente periodi di normalità e di accordo con il soggetto passivo (Cass. pen., sez. III, 20 marzo 2018, n. 46043), mentre l'interruzione temporale può valere a qualificare le distinte serie di condotte illecite quali reati autonomi, uniti dal vincolo della continuazione (Cass. pen., sez. II, 3 marzo 2024, n....
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