Con la sentenza n. 38907 del 11 settembre-24 ottobre 2024, la terza sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta in materia di reati sessuali nei confronti dei minori.
Il reato di pornografia minorile di cui all’art. 600-ter, comma 1, n. 1, c.p., anche chi, pur non realizzando materialmente la produzione di materiale pedopornografico, abbia istigato o indotto il minore a farlo, facendo sorgere in questi il relativo proposito, prima assente, ovvero rafforzandone l’intenzione già esistente, ma non ancora consolidata, in quanto tali condotte costituiscono forma di manifestazione dell’utilizzazione del minore che non è esclusa dalla eventuale familiarità del medesimo alla divulgazione di proprie immagini erotiche. Questo principio è stato affermato da numerose decisioni della Suprema Corte a sezioni semplici (ex multis, Cass. pen., sez. III, 22 ottobre 2020, n. 2252), ed è stato poi espressamente richiamato e condiviso dalle Sezioni Unite (Cas.s pen.,...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
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