Con
sentenza n. 143 del 23 luglio 2024, la Corte Costituzionale ha affermato che non
pochi ordinamenti europei – da ultimo quello tedesco, con la recente legge
sull’autodeterminazione in materia di registrazione del sesso («Gesetz über die
Selbstbestimmung in Bezug auf den Geschlechtseintrag SBGG») – hanno
riconosciuto e disciplinato l’identità non binaria, seppure in forme
diversificate.
La Corte costituzionale belga ha censurato la delimitazione binaria della disciplina legislativa della transizione di genere, stigmatizzando l’ingiustificata disparità di trattamento fra chi sente di appartenere al sesso maschile o femminile e chi invece non si identifica in alcuno dei predetti generi (arrêt n. 99/2019 del 19 giugno 2019). Lo stesso diritto dell’Unione europea da tempo va evolvendo in tal senso, e infatti, per favorire la circolazione dei documenti pubblici tra gli Stati membri, il regolamento (UE) 2016/1191 del Parlamento europeo e del...
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