Con sentenza n. 33871 del 5 giugno-1° agosto 2023, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione è tornata a occuparsi della reciprocità nel delitto di atti persecutori ex art. 612-bis c.p..
Secondo l’orientamento costante della Corte la reciprocità dei comportamenti modesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori, incombendo, in tali ipotesi, sul giudice un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dell'evento di danno, ossia dello stato d'ansia o di paura della presunta persona offesa, del suo effettivo timore per l'incoIumità propria o di persone ad essa vicine o della necessità del mutamento delle abitudini di vita (Cass. pen., sez. V, 24 giugno 2021, 42643).
Ancora, Cass. pen., sez. III, 23 maggio 2013, n. 45648, afferma un principio che parte dal presupposto che la reciprocità dei comportamenti di per sé non esclude il reato di atti persecutori e che si tratta piuttosto di dimostrai e, da un canto, la inoffensività...
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