Con sentenza n. 7728 del 23 settembre 2024, la terza sezione del Consiglio di Stato ha affermato che la documentazione antimafia (tra cui rientra certamente il provvedimento a contenuto interdittivo gravato), postula una valutazione discrezionale, da parte dell’Autorità prefettizia, in ordine al pericolo di infiltrazione mafiosa, capace di condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa. Tale pericolo deve essere valutato secondo un ragionamento induttivo, di tipo probabilistico, che non richiede di attingere un livello di certezza oltre ogni ragionevole dubbio, tipico dell’accertamento finalizzato ad affermare la responsabilità penale, e quindi fondato su prove, ma implica una prognosi assistita da un attendibile grado di verosimiglianza, sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, sì da far ritenere “più probabile che non” il pericolo di infiltrazione mafiosa. D’altro canto, il legislatore, nell’ancorare l’emissione del provvedimento...
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