Con sentenza n. 1231 del 21 novembre 2024-13 gennaio 2025, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che l'esimente putativa del consenso dell'avente diritto non è configurabile nel delitto di violenza sessuale, in quanto la mancanza del consenso costituisce requisito esplicito della fattispecie e l'erro e sul dissenso si sostanzia pertanto in un errore inescusabile sulla legge penale.
L'esimente putativa (nella specie consenso dell'avente diritto) può infatti trovare applicazione solo quando sussista un'obiettiva situazione - non creata dallo stesso soggetto attivo del reato - che possa ragionevolmente indurre in errore tale soggetto sull'esistenza delle condizioni fattuali corrispondenti alla configurazione della scriminante. Detta esimente putativa, in ogni caso, presuppone che il presunto consenso della vittima riguardi specificamente la condotta che, in assenza del consenso (sia esso o meno presunto), rivestirebbe carattere di illiceità, non potendosi...
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Enrico Mario Ambrosetti, Filippo Berto