Con sentenza n. 37235 del 3 luglio-10 ottobre 2024, la terza sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla rilevanza dell’assunzione di sostanze stupefacenti o alcoliche da parte della vittima nel reato di violenza sessuale.
Secondo la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, tra le "condizioni di inferiorità psichica o fisica", previste dall'art. 609-bis, comma 2, n. 1 c.p., rientrano anche quelle conseguenti alla volontaria assunzione di alcolici o di stupefacenti, in quanto anche in tali casi la situazione di menomazione della vittima, a prescindere da chi l'abbia provocata, può essere strumentalizzata per il soddisfacimento degli impulsi sessuali dell'agente (Cass. pen., sez. III, 5 dicembre 2019, n. 8981).
Non rileva, quindi, l'eventuale consenso prestato dalla vittima, giacché esso è viziato ab origine dalla condizione di menomazione della stessa, ma rileva la consapevolezza dell'agente della situazione di inferiorità psichica in cui versi...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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