Con sentenza n. 28140 del 10 giugno-15 luglio 2024, la terza sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta in tema di violenza
sessuale commessa a danno di una persona privata della capacità di intendere e
di volere per l’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti, ponendo la
vittima in una situazione di palese incapacità di esprimere un consenso.
È orientamento consolidato che, ai fini della consumazione del reato di violenza sessuale, è richiesta la mera mancanza del consenso della persona offesa, che può essere espresso o manifestato per fatti concludenti, non la manifestazione del dissenso, ben potendo il reato essere consumato ai danni di persona dormiente, che non abbia consapevolezza degli atti compiuti sulla sua persona (Cass. pen., sez. III, 23 giugno 2016, n. 22127). Né è sufficiente il mero consenso all’atto sessuale: è altresì necessario che il consenso riguardi la specifica persona che quell’atto compie (ex art. 609-bis, comma 2,...
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