Con sentenza n. 32248 del 19 aprile-8 agosto 2024, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che ai fini dell'integrazione del fatto di reato della violenza sessuale costrittiva, rileva il dissenso della vittima - ossia la contraria volontà, espressa o tacita, esplicita o implicita, della persona costretta a compiere o a subire atti sessuali - e il dissenso, quale requisito (essenziale) implicito di fattispecie, rappresenta perciò un elemento costitutivo del reato di violenza sessuale.
A questo proposito, va ricordato che la norma sulla violenza sessuale non appartiene alla categoria di quelle (es. art. 614 c.p.) ni cui li dissenso del soggetto passivo è espressamente indicato come elemento della fattispecie, bensì è di quelle (es. art. 610 c.p.), in cui l'interprete deve pervenire alla medesima conclusione, desumendola implicitamente dagli altri elementi espressamente richiesti per l'integrazione del fatto di reato, poiché la costrizione, in quanto...
Hai già un abbonamento? Fai il login per visualizzare il testo integrale
LIBRO
Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
CORSO VIDEO REGISTRATO
Enrico Mario Ambrosetti, Filippo Berto