Con sentenza n. 42821 del 14 ottobre-22 novembre 2024, la
terza sezione penale della Corte di Cassazione, intervenendo in tema di violenza
sessuale, ha affermato che lo "stato di tanatosi" in cui versa la
vittima al momento del rapporto sessuale – cosi come indicato dal giudice di
appello facendo ricorso ad una terminologia propria degli animali (che per un
riflesso caratteristico e autoconservativo si fingono morti per non attirare
l'attenzione dei predatori) ed utilizzato, nel contesto, per descrivere una
condizione di assoluta passività della donna – non esclude la costrizione
esercitata dall'imputato, trattandosi di due atteggiamenti riferiti
rispettivamente alla vittima e all'imputato, il primo dei quali, lungi
dall'essere manifestazione di un comportamento collaborativo è esso stesso
conseguenza evidente di una condotta violenta subita contro la propria volontà.
La Suprema Corte ha inoltre dato continuità al costante ed uniforme orientamento secondo cui...
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