Con la sentenza 14 novembre 2025, n. 37173, la Cassazione
ribadisce la centralità del consenso quale elemento cardine dei reati contro la
libertà sessuale.
La Corte di cassazione valorizza un principio oggi
stabilmente acquisito: il consenso non è solo presupposto negativo della
fattispecie, ma rappresenta la manifestazione irrinunciabile
dell’autodeterminazione sessuale della persona, da intendersi come diritto
fondamentale tutelato in via multilivello, dalla Costituzione alla normativa
internazionale.
Nell’affrontare le censure difensive, la Corte ricostruisce con rigore i requisiti del consenso: esso deve essere libero, attuale, specifico rispetto all’atto sessuale e al soggetto agente, oltre che perdurante per l’intera durata dell’interazione. Non può essere desunto da condotte precedenti o successive, né dall’inerzia della vittima, poiché è fisiologico che situazioni di paura, shock o alterazione psico-fisica inducano reazioni...
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Codice penale e di procedura penale e leggi complementari - vigente
Luigi Alibrandi, Manfredi Bontempelli
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Enrico Mario Ambrosetti, Filippo Berto